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Una meritoria iniziativa del “Rotary Club Roma” a Rebibbia

di , 5 dicembre 2018

UN CONCRETO AIUTO ALLE DETENUTE DI REBIBBIA, per il loro re-inserimento nel Mondo del Lavoro

Il Rotary Club di Roma, in collaborazione con Panta Coop, cooperativa che opera da molti anni nell’ambiente carcerario di Rebibbia, giovedì 6 dicembre, alle ore 10.30, inugurerà la Lavanderia e Stireria dell’Istituto Femminile di Rebibbia.

Saranno presenti Ida Del Grosso, Direttrice dell’Istituto Femminile, la Dr.ssa Cinzia Calandrino, Provveditore Regionale del D.A.P. (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), il Dr. Stefano Ricca, già Direttore della Casa di Reclusione di Rebibbia.

Partners e sostenitori del Progetto il Rotary International Distretto 2080, i Rotary Club Roma Cassia, Campidoglio, Castelli Romani, Ostia, e il Rotaract Club di Roma.

L’obiettivo è quello di creare e avviare una lavanderia e stireria all’interno della struttura carceraria di Rebibbia, finalizzata ad un graduale inserimento delle detenute nel sistema ed apprendimento di un mestiere.

Fra i risultati del Progetto ci sono, fra gli altri, la creazione di “impresa” all’interno del carcere, la formazione professionale delle detenute, l’occupazione del tempo in maniera produttiva e lo sviluppo della dimensione sociale.

Chiunque fosse interessato a ricevere ulteriori informazioni in merito può contattare la segreteria di Club al seguente indirizzo mail:

rotaryclubroma@gmail.com

a cura di Antonella Lettieri

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rilogoA prescindere dalla validità di questa ottima iniziativa del Rotary Club Roma, a cui va il merito sia della progettazione sia della realizzazione, bisognerebbe chiarire che negli Istituti di Detenzione il “Lavoro” dovrebbe rivestire un ruolo primario e fondamentale, per una serie di motivi ben comprensibili. Infatti “il Lavoro”, qualunque esso sia, può tenere impegnati mentalmente e fisicamente i detenuti, dato che essere obbligati ad oziare forzatamente è quanto mai negativo, in particolare durante una detenzione. Tale lavoro dovrebbe essere inteso anche come una fase di apprendimento per poter esercitare un’ arte o un mestiere al momento di un auspicabile re-inserimento nel mondo “fuori dai cancelli”. Inoltre, il lavoro nelle carceri dovrebbe espletare – last but not least – una funzione di utilità sociale nei confronti di altri detenuti, di persone disagiate e indigenti, nonchè di risarcimento in senso lato verso la società. (… e se poi anche la “società” ha le sue colpe ed i suoi demeriti, bisognerebbe aprire un discorso molto più vasto,…. ma non è questa la sede adatta).

Qui ci limitiamo a ribadire la nostra opinone secondo cui i detenuti, pur se sottoposti ad un giusto ed equo periodo punitivo, dovrebbero svolgere un percorso di riabilitazione e di reintegrazione. Siamo pertanto fieri, come “Consul Press” di aver affiancato per lungo tempo alcune Associazioni di Volontariato operative all’interno e all’esterno di Rebibbia. Con l’Associazione “Il Gruppo Libero” abbiamo sostenendo una piccola ma brillante Testata giornalistica denominata “Non-Solo-Chiacchiere”, contribuendo anche alla realizzazione di un programma contro il bullismo ed altre “devianze”, diffuso presso vari Istituti Scolastici della Regione Lazio direttamente da detenuti ed ex detenuti, coadiuvati  da una equipe di psicologi e da altri “spiriti liberi”. (G.M.)


 

 

 


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