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Un Matrimonio, un Governo tra il giallo-verde e …… l’arcobaleno

di , 1 novembre 2018

LA  “STORIA”  POTREBBE INSEGNARCI …….

Alcune “Riflessioni” di  ALESSANDRO RICCI

Giorni fa, con un’associazione culturale, ho visitato un palazzo nobiliare, nel comune di Genzano, che si affaccia sul lago di Nemi.

L’illustratrice, che ha pubblicato anche un libro sulla famiglia che era stata proprietaria del palazzo e che lo aveva arricchito di un originale giardino all’inglese, ci ha raccontato come nello scorso millennio le famiglie, alcune indebitate, altre senza eredi maschi che potessero garantire la continuità del casato, raggiungevano un accordo, firmavano un contratto, si univano i cognomi, si azzeravano vecchi debiti con nuovi beni, si entrava in un nuovo palazzo, si modificava l’emblema araldico, si prendeva possesso di un contado ed i sudditi erano felici e contenti.

Certo non era tutto così semplice, spesso quelle famiglie erano in competizione tra di loro per questioni d’interesse o di conquista, ma talvolta era necessario raggiungere un accordo ed allora ci si metteva intorno ad un tavolo, si chiamava un Notaio e spesso anche un rappresentante di Santa Romana Chiesa.

La trattativa richiedeva del tempo per mettere d’accordo una parte con l’altra:  chi aveva i debiti poteva donare in dote un vecchio casato a chi aspirava a fregiarsi di qualche titolo blasonato. Quindi a me – sentendo parlare di quei fatti, di contratto, di notaio e di altro ancora -  è venuto in mente che in questo nostro bel Paese passano i secoli, passano i millenni, ma nulla cambia ed anche ai nostri giorni chi aveva un debito ma un vecchio casato si è unito con un nuovo arrivato e per notaio si è scelto un “conte” di nome.

Da una parte i longobardi, dall’altra gli ex borbonici, e tutti riuniti intorno ad un tavolo hanno iniziato a mostrare le loro carte, un debito per compensi non dovuti da restituire da una parte, dall’altra  un credito per compensi dovuti ma non spesi.

Poi si è parlato di persone, da una parte un vecchio “cavaliere” conosciuto anche come “papi”, dall’altra un “grillo” parlante famoso per i suoi vafanc..., da una parte la pulzella “Giorgia” con i suoi fratelli d’Italia, dall’altra un giovane informatico conoscente ed amico di un certo Rousseau.

Si sono mostrate anche le forze in campo, da una parte il Governatore della Lombardia, dall’altra la Sindaca della città di Roma Capitale, da una parte il Governatore della Liguria, dall’altra la Sindaca della città di Torino, da una parte il Governatore del Veneto, dall’altra  i movimentisti No Tav & No Tap.

Si sono fatte le ore piccole, ma alla fine l’accordo si è raggiunto, l’unione dei due è avvenuta ed è stato partorito un governo presieduto dall’ex notaio conte di nome, ma non si riesce ancora a capire chi sia lo sposo e chi sia la sposa, ma in questi tempi, non ci si fa più caso, può andare anche un Matrimonio Gay.

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