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Serracchiani: “Signor/a Sindaco. Come fare quando…”

di , 11 gennaio 2018

Sembra un vero e proprio codice di stile e buone maniere quello voluto dalla Serracchiani e fatto mandare a tutti i sindaci ed amministratori del Friuli Venezia Giulia. La firma è di uno tra i più noti conoscitori del galateo italiani, Giovanni Battista Borgiani, esperto in Cerimoniale e Protocollo Nazionale e Internazionale presso la Scuola Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI).

Suddiviso in varie sezioni, vengono spiegate ed esposte alcune delle regole base, dalle modalità di esposizione delle bandiere, all’utilizzo della fascia tricolore, dalle lettere e la messaggistica istituzionale, alle precedenze e ai piazzamenti a tavola e nelle sedi istituzionali, all’organizzazione di eventi e cerimonie

Non mancano però anche consigli pratici come «Lavati bene con acqua e abbondante sapone, indossa indumenti lindi, non svuotarti addosso la boccetta del profumo e cura i capelli in modo che siano puliti e ordinati» ed ancora «Non ci si tocca i capelli, non ci si gratta, soprattutto la pancia, non ci si toglie le scarpe, non si mettono le mani in bocca, le unghie non devono essere mangiucchiate, sinonimo di incuria. Non si gioca con posate, stoviglie e cibo e non ci si isola giocherellando con il telefono cellulare che deve essere spento e non appoggiato sul tavolo. Non si corre, non ci si tocca (!?), non si sbadiglia platealmente.»

Ci sono suggerimenti anche per quanto riguarda l’abbigliamento «Se siete un sindaco donna, l’invito è quello di misurate la gonna. Deve arrivare al ginocchio, non più su, e sandali vietati anche d’estate. Optate per il pastello riservando il tailleur nero alle cerimonie. Non esagerate con i gioielli. Se siete un sindaco uomo, l’invito alla sobrietà riguarda le cravatte, la cui fantasia non deve mai essere uguale a quella della pochette ed ovviamente niente calzini corti.»

I più divertenti sono quelli che riguardano lo stare a tavola «Non si parla a bocca piena e si mastica a bocca chiusa. Non si tira su la minestra e non si fanno rumori con la bocca, il coltello non va usato come un pugnale così come la forchetta come una ruspa. Prima di bere ci si pulisce la bocca con il tovagliolo e per il risotto va usata la forchetta e non il cucchiaio.»

Molti sembrano gridare alla scandalo, infatti non tutti hanno gradito questo curioso regalo, ma lo staff  della Governatrice si difende ribadendo che il libro è  una guida pratica che sintetizza le procedure da seguire soltanto durante i cerimoniali e gli incontri di carattere formale. La Serracchiani afferma in seguito che «Nessuno detta regole di comportamento individuale, ma si è ravvisata l’utilità di dotare i Comuni di uno strumento di supporto alle esigenze di cerimoniale e di protocollo, al fine di agevolare gli stessi nello svolgimento delle loro funzioni sia ordinarie sia straordinarie.»

Tra l’altro la genesi dell’opera non ha neanche a che fare con la Regione Friuli, infatti tutto nasce all’interno dell’ANCEP, l’Associazione Nazionale Cerimonialisti degli Enti Pubblici, che ha fortemente voluto la realizzazione del libretto per far si che anche comuni piccolissimi, che si affacciano per la prima volta alle cerimonie istituzionali, possano essere in grado di realizzare alla perfezione tutti quei protocolli diplomatici ed indispensabili che servono nelle cerimonie, così come ha spiegato il presidente dell’Associazione “Leonardo Gambo”.

Alla fine si tratta, in effetti, di una pubblicazione che dà indicazioni utili sul cerimoniale di Stato, in forma semplice e fruibile dagli amministratori degli enti locali, soprattutto per quelli che non hanno strutture appositamente dedicate. Regole e consuetudini internazionali che sono seguite anche da Michelle Obama e dall’Emiro del Qatar.


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