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Post Pasqua, … felice “Kaos” !

di , 5 aprile 2018

….. Dopo la Pasqua di Passione e quella di Resurrezione, verrà la “PASQUA DI RIVOLUZIONE” ?

una nota di CLAUDIO TEDESCHI  *

La Pasqua è passata, ed ancora il cielo è al suo posto. Nessuna vendetta divina ha colpito il nostro Paese per aver buttato a mare i resti di una classe politica vecchia e desueta, che da Tangentopoli in poi non è riuscita a realizzare nulla delle tante promesse fatte ad un popolo di creduloni.

 Ormai, il crepuscolo degli Dei è avvenuto. I vecchi capi di destra e sinistra sono scomparsi. Inutilmente girano per le varie sedi politiche e mediatiche chiedendo se qualcuno li ha cercati. La risposta è un silenzio imbarazzato di fronte a “vecchi” che non capiscono di essere ormai “fantasmi”.

Mentre il mondo si sta orientando verso una sorta di triumvirato (Trump, Putin e Xi Jinping), in Italia si litiga per idee di facciata, dall’abolizione dei vitalizi alla diminuzione delle spese della politica. Intanto l’ectoplasma del Colle prova a rimettere insieme i pezzi di un qualcosa chiamato governo, mentre il Conte Gentiloni prosegue nella gestione per conto di Bruxelles di quello che una volta era un Paese libero.

Guardando con occhio disincantato, ed avendo una certa età, oltre ad aver studiato nella scuola così come la volle Gentile, l’attuale situazione dell’Italia ricorda quei periodi che precedono i grandi fatti rivoluzionari. La crisi economica, la decadenza sociale dovuta ad una immigrazione senza controllo e l’aumento della disoccupazione legata alla globalizzazione finanziaria ed alla trasformazione del lavoro classico in “ore-lavoro”, gestite dal capitalismo patronale in funzione delle necessità del profitto e della produzione a basso costo, sono questi i sintomi che precedono una rivoluzione.

La stessa vittoria della Lega e del M5S è il segnale che indietro non si torna. D’altronde non si va neanche avanti perché la nuova classe politica è composta di ignoranti, impreparati e talmente pieni di sé, da non vedere oltre il proprio orizzonte personale. Anche tornando al voto dopo l’ennesima legge elettorale non cambierebbe nulla: vincerebbe tutto la Lega oppure il M5S.

A questo punto, sorge la domanda: e allora che facciamo? Ci sediamo ad aspettare? No, a questo punto occorre andare avanti fino in fondo, per poi risalire. Dopo il caos di un governo Lega-M5S, di fronte all’impotenza di un Parlamento incapace di governare il Paese e legiferare correttamente, il bubbone scoppierà.

 Nei secoli scorsi le rivoluzioni venivano portate avanti dalle baionette degli eserciti. Oggi le rivoluzioni sono legate al denaro, perché il potere è economia e questa di regge sul denaro. Ma il denaro è una convenzione: quindi, se lo Stato o le Comunità di Stati non rispettando questa convenzione, perché deve farlo il semplice cittadino?

 In fondo, oggi il denaro è creato dalle banche con un clic sulla tastiera. Basta togliere la corrente alle banche per far saltare il bluff …  

*E’ IN EDICOLA IL NUMERO DI APRILE DE  “IL BORGHESE”

ilborghese

 


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