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Lo “stile” di Vittorio Camaiani: 30 anni di attività

di , 4 settembre 2018

Guardare all’autunno/inverno per strizzare l’occhio all’estate nella nuova collezione dello stilista marchigiano, che presenta la sua nuova collezione intitolata “Fili d’erba”

Il 10 Agosto è stato presentato il defilè per la collezione autunno/inverno 2018/19 intitolato “Fili d’erba” dello stilista marchigiano, Vittorio Camaiani. Nella splendida cornice di Villa Montanari Rosati a Porto San Giorgio in provincia di Fermo, ospiti di Marilena Montanari Rosati, l’evento, giunto alla sua undicesima edizione, si conferma un appuntamento particolarmente sentito che ha visto il patrocino dal Consiglio Regionale Marche e del Comune di Porto San Giorgio.

La collezione è stata presentata da Elena Parmegiani, direttore eventi della Coffee House di Palazzo Colonna a Roma ed è stata preceduta da una tavola rotonda con illustri ospiti: la giornalista de “La Verità” Sarina Biraghi  (già Direttore de “Il Tempo”), Sarina Biraghi, il giornalista-biografo di Gianni Versace e Valentino, Tony di Corcia e il consigliere regionale Fabio Urbinati, il tema è stato: “Le Mani, la Moda, le Marche”, elementi cari al couturier.

Camaiani festeggia così i suoi primi trent’anni di moda, tra passione, creatività e professionalità l’afermazione di un’artista “dell’ago” che ha sempre creduto profondamente nel Made in Italy; lavora e produce nel suo territorio e pur vivendo nella contemporaneità non abbandona “il fatto a mano”, autentico valore aggiunto del suo stile. La sartorialità di Camaiani è unica, emozionante, riconoscibile ma sempre discreta.

La sfilata si è svolta in un caldo ma gradevole pomeriggio/sera nel giardino della dimora utilizzato come passerella naturale; dalla porta di ingresso alla Villa, usata scenograficamente come porta di accesso all’open space, la collezione di abiti si è mostrata en plein air in tutta la loro elegante essenzialità non priva però di un tocco creativo tutto personale, per lo più qualche nota di colore a connotare la nuova linea dello stilista.

Per questa collezione, il cui nesso è tutto nel titolo, non si poteva scegliere location più adeguata, nel verde del parco gli abiti dalle tonalità scure, grigi e neri per lo più a simboleggiare la quotidianità rotta da note di colore, fantasie bizzarre ed originali con le quali lo stilista ci ha condotti, come Alice nel paese delle meraviglie, in un viaggio, un percorso estetico che richiama un singolare contatto con la natura.

L’estro creativo dello stilista viene fuori grazie all’equilibrio tra sartorialità e creatività, a favore di una donna che vuole essere unica in tutte le occasioni senza per questo rinunciare al comfort. L’ispirazione, il vero gioco del couturier, è quello sguardo tra i “fili d’erba” in cui tanto si perdono i bambini distesi sul prato che osservano le tonalità e i volumi di forme e colori che variano nel corso del giorno, colori che virano dal verde al viola, al glicine, al rosso. Sono queste le nuances dominanti della collezione abbinate al grigio di giacche, gonne e cappotti che simboleggiano i colori delle città.

E proprio come nel paese di Alice, reale o immaginario che sia, la donna di Camaiani veste di meraviglia naturale le note dei colori della stagione del freddo e del grigio, dove possono trovare spazio però anche il colore e la fantasia. Ecco la vera combinazione, originale ed unica dell’estro dello stilista, capace di portare lontani, verso il gioco vitale delle emozioni, in un’estate che non vuole congedarsi, di cui il verde è colore simbolo. Contrapposizione, sulla quale punta Camaiani, è appunto il desiderio della donna di recuperare la rassicurante dimensione della bella stagione nella vita quotidiana.

Come colpiti dai raggi del sole, i capi prendono vita attraverso lavorazioni ad intarsio in duchesse che riproducono la forma dei fili d’erba su gonne di jeans, lavorato come un capo di alta moda, o cappotti rigorosi in cachemire grigio spinato si animano con applicazioni in seta verde, completi e piccole giacche in pregiate lane del lanificio Bottoli che vedono spuntare fili d’erba dalle aperture create ad arte su maniche e pantaloni. Per la sera, tute e lunghi abiti “zippati” in crêpe de chine e crêpe di lana, mikado, organza. Così anche il nero della notte non rinuncia a tocchi di colore che ricordano un prato al tramonto con echi all’arte futurista, come accade con l’abito scollato con gonna a portafoglio, simbolo della collezione.

Il Made in Italy trionfa e diventa marchio di riconoscimento locale a livello Nazionale, dalle Marche la passerella si estende ovunque, e marchigiane sono le Aziende che hanno completato gli outfit proposti: Lella Baldi per le calzature e Jommi Demetrio per i surreali cappelli.

Molto apprezzato e gradevole il brindisi offerto agli invitati nel dopo sfilata curato dalla cantina Ciù Ciù di Offida ed accompagnato dal piatto tipico della zona, le olive ascolane dell’azienda “Bachetti specialità dei Piceni”.


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