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L’intervista all’onorevole Vincenza Giuliana Labriola: una “garanzia” per il Sud

di , 3 dicembre 2018

Il Mezzogiorno rappresenta una risorsa per il nostro Paese, ed è proprio in questo momento di grande instabilità politica -economica dell’Italia, che la Consul Press ha voluto porre alcune domande all’onorevole Vincenza Giuliana Labriola, eletta alle elezioni politiche del 2018 alla Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia.

L’onorevole da tempo si batte su temi importanti: lavoro, salute, ambiente, tutte questioni di grande rilievo per il Sud. Vediamo nel dettaglio le domande rivolte all’onorevole Labriola.

1) Nell’agenda politica di Forza Italia rientra anche la questione del Mezzogiorno, quali sono i punti su cui vi siete più focalizzati?

“Per quanto riguarda il Sud abbiamo fatto qualche mese fa una conferenza stampa dove abbiamo presentato quella che è l’idea di Forza Italia e le risposte che lo stesso partito vuole dare. Prima di tutto occore dire che  il Mezzogiorno rappresenta un’area di crisi complessa sotto vari profili.

Portare via dal territorio i giovani, sia per motivi di lavoro che di studio, significa impoverirlo, perché quando vanno via i giovani, viene a mancare chi può portare una miglioria al territorio, rendendolo sempre più un territorio depauperato.

Rimane così solo la gente che non può andare via e non può contribuire alla crescita dello stesso perché sprovvista degli strumenti necessari. Al centro del nostro discorso politico rientra il tema delle infrastrutture, il Sud non può crescere se non si riduce la forbice infrastrutturale con il  Nord.

Altri temi importanti sono quelli delle bonifiche e della messa in sicurezza del territorio e altra questione rilevante è l’rugenza di risolvere il problema dell’illegalità dilagante.

È necessario anche un ritorno al Sud, trovare quel tessuto sia in welfare che in opportunità lavorative di sviluppo imprenditoriale che al momento manca.

Altro punto fondamentale è l’immediato intervento sulla sanità, non è possibile che nella maggior parte delle regioni meridionali ci sia una sanità pubblica che non  funziona: è inconcepibile che il paziente per un intervento chirurgico, in ospedale deve aspettare anche un anno, dal privato invece, pagando impiega meno della metà del tempo.

Siamo in un cortocircuito che non può essere più demandato ad altra data”.

2) Quali sono i disegni di legge specifici che avete presentato sulla questione del Mezzogiorno?

“Abbiamo presentato sia una risoluzione in aula che è stata approvata, sia un pacchetto di proposte nella Legge di Stabilità dove prevediamo una defiscalizzazione più seria, più strutturale e una serie di investimenti per le infrastrutture. E’ importante ricordare che nel Sud manca, anche per colpa della classe dirigente, una programmazione per il recepimento dei finanziamenti europei che ci sono, ma non si riescono a spendere”.

 3) Che cosa pensa della Legge di Bilancio 2019? 

“Su questo tema noi come Forza Italia non siamo completamente convinti di questa manovra fiscale, nel senso che è una manovra che va a finanziare in deficit delle norme che invece avrebbero bisogno di essere finanziate non in deficit: un esempio è quota 100, che è prevista solo per il 2019.

Nella scorsa legislatura si prevedeva un meccanismo di flessibilità in entrata e in uscita, con una staffetta generazionale, che è un meccanismo semplice, ovvero invece di andare in pensione a 62 anni, garantisci il futuro pensionato all’azienda fino ai 67 anni con un contratto part time, e in questi cinque anni, lo stesso forma il giovane che entra in azienda. Quota 100 come è pensata oggi non pensa a una staffetta generazionale”.

4) Il suo partito cosa propone per migliorare la situazione meridionale?

“Condivido l’idea della scorsa legislatura di Forza Italia, che aveva provato a lanciare il referendum sul regionalismo differenziato, per mettere a punto una serie di strategie su sanità, infrastrutture, ridimensionamento economico del Mezzogiorno, perché è fondamentale la presenza dello Stato a Sud.

Per esempio su Taranto, che tra l’altro è la mia città, chiedo da molti anni di togliere la sanità alla Regione per essere ridisegnata a livello nazionale per le strutture ospedaliere, le assunzioni, i tecnici, i macchinari ecc., per poi ridarla alla Regione per la gestione ordinaria. Il Sud al momento ha bisogno di un intervento diretto dello Stato”.

Le ultime battute dell’onorevole sono rivolte all’urgente necessità di ripensare alla rinascita vera di un Mezzogiorno, ma l’idea stessa che ancora oggi esista una questione legata allo stesso, è davvero paradossale.

 


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