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Lettera di un Cittadino Romano al Ministro Matteo Salvini

di , 7 novembre 2018

Lettera aperta
al Segretario federale della Lega Nord,
Senatore, Ministro degli Interni, Vicepresidente del Consiglio,
signor Matteo Salvini

Ho avuto occasione di vederla varie volte in televisione, ho ascoltato alcune sue interviste ed anche interventi politici ed istituzionali, ma per conoscerla meglio ho sfogliato le pagine di Wikipedia ed ho scoperto che abbiamo qualcosa in comune.

Siamo nati in un anno con la stessa cifra finale “3” ed anche nello stesso mese di “marzo”, per un gioco dei numeri poi le nostre età si posizionano in prossimità dell’anno di nascita dell’altro, i miei anni hanno superato il 73 anno della sua nascita ed i suoi hanno superato il 43 anno della mia nascita, tra noi ci sono 30 anni di differenza, ma meno un giorno, lei è del 9, io sono dell’8.

Ho letto che per più di dieci anni come eurodeputato ha soggiornato ora a Bruxelles ora a Strasburgo, cittadine europee che ora sembra non amare. Come deputato ha fatto un breve soggiorno a Roma tra il 2008-2009, ora, come Senatore e Ministro degli Interni, sul colle del Viminale, soggiornerà almeno per cinque anni, ma lei, come tanti altri deputati, senatori, ministri, sottosegretari è un ospite in questa città e spero che la frequenti con il rispetto che si deve ad una città che qualcuno ha usato definire “caput mundi”.

Amo questa città, la mia romanità, per più generazioni, ha origine negli anni ’40 del 1800 ed a una donna di cognome Roncalli, un cognome un po’ raro nella Roma di Pio IX, forse originaria di Roncallo, una frazione di Pontida.

Lei ha annunciato che sabato 8 dicembre sarà a Roma, in piazza del Popolo, alle ore 12 per una manifestazione nazionale che porterà in città, provenienti da ogni parte d’Italia elettori e militanti, da quello che scrivono le agenzie lo slogan sarà “Prima gli Italiani”.

Il giorno prima della manifestazione, a Milano è S. Ambrogio, come ogni anno c’è la prima della Scala, con il ritorno di Attila opera di Giuseppe Verdi, con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Davide Livermore. Sicuramente, dato il suo incarico di Governo, Ministro degli Interni e Vicepresidente del Consiglio, lei sarà presente a questa rappresentazione, ma non so se sarà presente anche il suo amico Viktor Orban, per lui Attila era un eroe, per noi, senza offesa, era un barbaro. L’opera di Verdi è un melodramma ed alla fine ci deve essere un morto, muore Attila, ma gli storici la raccontano diversamente, Attila si trovò contro sia l’impero d’occidente, Roma, sia l’impero d’oriente, Costantinopoli e rinunciò a muoversi contro Roma, anche per l’intervento del Papa Leone Magno.   Ministro rinunci a questa manifestazione a Roma l’8 dicembre, la posticipi ad un’altra data.

Roma, che in un passato recente, un Governo a lei amico, ha voluto umiliare aggiungendole l’aggettivo “capitale” forse per contrapporlo a quelli che le avevano aggiunto “ladrona” è una città che oltre ad essere la capitale della Repubblica Italiana è la capitale di Santa Romana Chiesa, con ben quattro basiliche, di cui tre extraterritoriali.

La città ha delle festività legate a tradizioni popolari, laiche e religiose, maturate nei secoli, la prima è il 21 aprile, giorno che vuol ricordare la fondazione di Roma che nel 2018 ha festeggiato i suoi 2771 anni ben portati con un “Colosseo” che ha messo ben 1938 candeline per festeggiare i suoi anni da quell’anno 80 quando i “Flavi” lo inaugurarono. Non meno importante è il giorno 29 giugno con cui si ricordano i due apostoli Pietro e Paolo martirizzati a Roma, che idealmente si possono legare, in una visione laica, con i due gemelli, Romolo e Remo. Ultima in ordine di data, ma non di importanza, è l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata; in questo giorno, nel 1854, il Papa Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata concezione nella costituzione Ineffabilis Deus.

L’8 dicembre 1857 poi, in Piazza di Spagna, fu inaugurato il monumento con la colonna di cipollino giacente in Quirinale e dal 1923, ogni anno, sino ai nostri giorni,  un pompiere salito sulla lunga scala dell’automezzo immacolatadei Vigili del Fuoco depone un mazzo di fiori accanto alla statua della Madonna sulla colonna. Generalmente, nel primo pomeriggio, il Pontefice esce dalla Città del Vaticano per recarsi in piazza di Spagna e rendere omaggio alla statua della madonna, in questa occasione il pontefice si presenta come il Vescovo di Roma e con questo gesto vuole abbracciare simbolicamente i cittadini e i fedeli.

Da quello che scrivono le agenzie Papa Francesco visiterà anche le basiliche di Santa Maria Maggiore e Sant’Andrea delle Fratte ed in Piazza Venezia il Comune di Roma curerà l’accensione del nuovo albero di Natale.

Vede signor Ministro la piazza del Popolo è in una posizione centrale per la città di Roma, da li partono tre strade, la prima sulla sinistra, Via del Babuino va diretta in piazza di Spagna, la seconda al centro, Via del Corso finisce in Piazza Venezia, la terza  sulla destra costeggia il fiume Tevere.

Se comunque vuole proprio effettuare la manifestazione nazionale nella città di Roma, il giorno 8 dicembre, lasci libera la piazza del Popolo, si sposti in altre zone, i romani le saranno riconoscenti e forse guadagnerà qualche voto in più.

Pensi se qualcuno volesse organizzare una manifestazione nazionale a Milano nel giorno di Sant’Ambrogio, lei come la prenderebbe?

La ringrazio della pazienza e dell’attenzione.

Alessandro Ricci

Pza di Spagna 4


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