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La scorretta propaganda dei “volti noti”

di , 10 luglio 2018

Ieri l’adesione sulla rivista Rolling Stone a “Noi non stiamo con Salvini”, oggi “le magliette rosse per i migranti”. In che modo cantanti, attori, volti noti, possono aiutarci. Si tratta di sensibilizzazione del pubblico o bieco mezzo di propaganda?

Non è una riflessione politica. Non voglio schierarmi a favore di nessuno.

Successe anche nel 2016 quando gli Italiani furono chiamati da Renzi a decidere con il referendum abrogativo sulle trivelle. A mio avviso si tratta di disinformazione, di un mezzo pubblicitario che, come tale, presenta la copertina di un prodotto elogiando solo le caratteristiche commerciali, quelle che fanno presa sul consumatore.

Così oggi artisti di tutti i generi, giustamente riveriti ed elogiati nei loro campi di lavoro, si trasformano e si fanno promotori inconsapevoli di propaganda politica. Una propaganda scorretta che ha un solo scopo: far presa sul sentimento di fascinazione che il pubblico ha nei confronti dei vip.

Credo sia ora di smetterla. Si faccia politica nei luoghi e nei modi corretti. Si informi il pubblico. Basta con la propaganda. Si inizi a fare vera politica; quella di approfondimento, di scambio di idee e opinioni, di dialogo e di confronto.

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Ci siamo permessi di accostare a questa riflessione di Edoardo Franza, per una certa interessante analogia, un ragionamento elaborato su Facebook da Maurizio Bergonzini, più o meno in pari data.

Sono convinto che la nostra società sia in decadenza cioè perdendo qualità. Nel 1960 venne pubblicato il Manifesto dei 121, una dichiarazione sottoscritta da numerosi intellettuali francesi che giustificava ”il diritto alla insubordinazione” nella guerra d’Algeria. Juliette Greco non lo firmò spiegando: «Gli attori e le cantanti non sono persone serie, perché si debbono intromettere in una questione così grave? Credo che il mio nome in calce a questo manifesto ne minimizzerebbe l’importanza.»  Ella rifiutava il principio della notorietà, per cui non è importante la conoscenza del problema ma la notorietà, appunto, di chi esprime o, più spesso, riprende un’opinione.______________Mau Berg.

AI NOSTRI LETTORI, AMPIA LIBERTÀ DI INTERVENIRE CON I LORO COMMENTI.


Info sull'Autore

Giornalista Pubblicista e Praticante Forense