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La Grecia, vittima di un “Golp Economico”
in un Libro a firma di Alterio e Fracassi

di , 1 ottobre 2018

Uno scorcio di luce e verità su un COLPO DI STATO,

narrato da Franco Fracassi e Tiziana Alterio

ripercorrendo le tappe del debito greco, dall’800 ad oggi

di MATTEO PLATANIA

La crisi greca del 2015 è andata quasi nel dimenticatoio: né i quotidiani, né i giornalisti ne parlano più. A tornare sull’ argomento il libro “Colpo di Stato” di Franco Fracassi e Tiziana Alterio, con prefazione di Elio Lannutti,  presentato alla libreria/caffè letterario Horafelix mercoledì 26 settembre.

Per colpo di Stato s intende il rovesciamento illegale del potere costituzionale da parte di più soggetti in modo non conforme alla legge, spesso violenta, al fine di causare un mutamento di regime. Questo è avvenuto in Grecia nel 2015, fatto sta che il sottotitolo recita “l’assalto dell’Europa e della finanza alla Grecia e ai paesi del Sud Europa”. Un solo testo affronta tre grandi temi: politica, storia ed economia.

Gli autori sono entrambi giornalisti d’inchiesta e reporter: Franco Fracassi è stato un inviato di guerra ed attualmente si dedica alla regia di documentari (sul G8, inchiesta sull’11 settembre), Tiziana Alterio, invece, ha fondato la rivista “Il mediterraneo.it”, dopo aver abbandonato la RAI per “dignità personale”, come da Lei stessa dichiarato.

imageIl libro affronta in modo esaustivo e chiaro la questione inerente il debito greco, originato a partire dalla prima metà dell’800, quando la Grecia si liberò dal dominio ottomano grazie a tre super potenze: Russia, Regno Unito e la Francia, riuscendo a conquistare la libertà. Queste tre potenze “liberatrici” si affrettarono per imporre una monarchia a guida straniera, infatti il primo re greco fu il tedesco Ottone I.

Alla Grecia vennero concesse grandi somme di denaro, ma il fine non era quello di risollevarla, ma quella di utilizzare il debito per sottometterla. Questi enormi finanziamenti servivano per tre obiettivi: mantenere la monarchia, ripagare gli interessi su quel credito che aumentava sempre più e, infine, acquistare dal Regno Unito armamenti militari. Da un lato la Russia, il Regno Unito e la Francia concedevano prestiti, dall’altro gli tornavano indietro come interessi e come commissioni per acquisti di armi. Più volte la Grecia, nell’ 800 e 900 chiese di ristrutturazione del debito, ma senza riscontrare successo. Gianīs Varoufakīs, appena nominato ministro delle finanze, nel 2015, si recò a Bruxelles a chiedere nuovamente la ristrutturazione del debito e, per l’ennesima volta, la proposta fu respinta. L’economista Adam Smith diceva che esistono due modi per sottomettere un popolo: uno con la spada e l’altro con il debito. Gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia della Grecia. Quest’ultimo, a metà degli anni 90 entrò a far parte dei paesi dell’Unione Europea, ma il suo sogno fu quello di far parte dei paesi dell’Eurozona, traguardo semi – impossibile per lo Stato Greco,  non possedendo i conti in ordine. Ma avvenne il miracolo, il 1 gennaio 2001 la Grecia entrò a far parte dei paesi dell’Eurozona, truccando i propri conti grazie a una delle più famose banche americane, la Goldman Sachs, si scoprì nel 2009, quando George Papandreou, appena eletto presidente vuotò il sacco. In quel periodo Mario Draghi era direttore internazionale della Goldman Sachs, per cui era a conoscenza di ciò che stava accadendo in Grecia, ma, ancora oggi, nega il coinvolgimento in questo affare. Nell’estate del 2011 Papandreou fu, seppur eletto democraticamente, costretto a dimettersi, e, al suo posto, Lucas Papademos, ex della banca americana. Nella stessa estate, Mario Monti, anche lui ex dirigente della Goldman, prese il posto di Silvio Berlusconi, eletto democraticamente dal popolo italiano. Ultima figura che ha provato a far risollevare il paese è Alexīs Tsipras, il quale, per uscire da questa situazione, si recò all’ambasciata russa per scompaginare le carte. A seguito di quel suo viaggio, in Grecia, atterrò un aereo americano, dal quale scese Victoria Nuland, con una cartellina con la lettera “Z” (nell’immaginario greco, la lettera Z è un simbolo di repressione). L’incontro tra Tsipras e Nuland avvenne nella massima segretezza. Oggi la concezione di presa di potere è cambiata; per esempio lasciando al potere la medesima persona, ma con una “pistola puntata alla tempia”. Nel nostro paese ci sono stati ben quattro colpi di stato, ma, neanche una volta, ci siamo imbattuti in carriarmati.

La presentazione è stata molto interessante e seguita con molta attenzione dal pubblico presente all’Horafelix. A dimostrazione di ciò le tante domande sottoposte ai due autori. Il libro si mostra come una denuncia della verità: si parte da un paese per coinvolgerne altri. Un viaggio iniziato in tempi antichi, ma le cui ripercussioni le avvertiamo ancora oggi.

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