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Incontro a Milano con Roberto Jonghi Lavarini

di , 30 gennaio 2018

Consul Press intervista a Milano un candidato al Parlamento

7 DOMANDE a ROBERTO JONGHI LAVARINI

Roberto Jonghi Lavarini, classe 1972, è sposato con Veronica ed ha tre figlie: Beatrice, Ludovica e Margherita. Con una brillante laurea in Scienze Politiche alle spalle, oltre a svolgere una serie di attività imprenditoriali, manageriali e professionali, è notevolmente impegnato nell’ambito delle relazioni pubbliche ed istituzionali, nonché in numerose Associazioni ed in iniziative culturali e politiche. Cristiano e fedele alla Tradizione, è Cavaliere dell’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro, nonché Volontario del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di Malta. È Vice Presidente di Aristocrazia Europea, componente di “Grande Milano”, esperto in araldica e in tradizioni popolari, studioso di storia, antropologia e geopolitica. Collabora con diverse testate giornalistiche e con alcune reti televisive, come apprezzato opinionista. Oggi è presidente del movimento Fare Fronte, è componente della Fondazione Identità e Tradizioni Europee (ITE) e del Movimento Internazionale EuroAsiatico.

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1) D. A suo giudizio quali sono i punti qualificanti del programma di Fratelli d’Italia – ove Lei è candidato in Milano – nell’ambito della coalizione di centrodestra, per la prossima competizione elettorale?

R. Il programma della coalizione di centrodestra è una sintesi positiva di diverse istanze e sensibilità. Obbiettivo è vincere le elezioni ed ottenere la necessaria maggioranza assoluta dei seggi in parlamento per potere governare insieme la nazione. Fratelli d’Italia, nella tradizione della destra italiana, ha come priorità la difesa della nostra patria, delle nostre famiglie e imprese, della sicurezza, del benessere e della identità del nostro popolo. Il nostro nemico è la plutocrazia mondialista, ovvero i poteri forti dell’alta finanza globalista e relativista, che vogliono omologare e assoggettare tutti i popoli e le nazioni alla loro spietata anarchia turbo capitalista, ovvero ai loro interessi economici privati. Sono questi demoni distruttori, come George Soros, a sostenere lo smantellamento delle società tradizionali, bianche e cristiane europee, finanziando l’invasione di immigrati africani e mussulmani, il gender asessuale, le droghe libere, l’aborto e l’eutanasia. Fratelli d’Italia ha inquadrato bene la situazione generale e vuole fare fronte contro questa distruzione della nostra civiltà. Il PD di Renzi e della Boschi è il partito delle banche, la Boldrini e la Bonino sono le peggiori streghe della sinistra comunista e giacobina, ed il movimento 5 Stelle è lo strumento creato appositamente dal mondialismo per abbindolare gli Italiani e sterilizzare la protesta.

2) D. Data la sua appartenenza politica, sempre con estrema coerenza, nell’Area della “Destra Sociale”, ritiene che Fratelli d’Italia come lista patriottica riuscirà a mantenere la propria identità o rischierà un inevitabile annacquamento, come quello subito da Alleanza Nazionale, quando a suo tempo decise (a mio giudizio sciaguratamente) di convergere nel “Popolo della Libertà”?

R. Il nostro movimento Fare Fronte è orgogliosamente di destra sociale, e non rinnega nulla della nostra storia politica, di quella moderna del MSI e di quella precedente, della quale siamo fedeli custodi e moderni interpreti. Alla faccia dei tragicomici, infami, ridicoli, quanto assolutamente inutili rigurgiti antifascisti, ed anche della censura organizzata dalla dittatura del pensiero unico, sedicente buonista, che vuole limitare le sacrosante libertà di pensiero, opinione, espressione, ricerca e manifestazione. Noi ci siamo, ci siamo sempre stati e sempre ci saremo, e rappresentiamo una crescente parte del popolo italiano che la pensa esattamente come noi. Fratelli d’Italia nasce per mantenere accesa questa fiamma che, prima di essere politica, è sociale, culturale ed ideale. Dopo qualche iniziale esitazione, Giorgia Meloni ha posizionato il movimento saldamente a destra, sulle nostre tradizionali posizioni, e, proprio per questo, io e tanti altri abbiamo risposto al suo appello patriottico, partecipando al congresso nazionale ricostituente di Trieste, ed ora, anche candidandoci alle elezioni. La nostra comunità è composta da militanti che, come gocce d’olio in un bicchiere d’acqua, sono destinati ad emergere ed unirsi. Per quanto mi riguarda, avrei visto bene una alleanza anche con Fiamma, Forza Nuova e Casapound che, invece, oggi, corrono da sole, disperdendo inutilmente energie positive.

3) D. Quali sono le più forti critiche verso questa Europa – che decisamente a noi non piace – e quali dovrebbero essere i più importanti e decisivi correttivi da apportare?

R. Noi siamo veri europeisti ed amiamo profondamente la nostra storia, cultura ed identità latina, germanica e cristiana. Noi contestiamo la dittatura della banca centrale europea (formata da banchieri privati che tutelano i loro interessi privati) e della commissione europea (formata da burocrati strapagati e non eletti da nessuno) che creano solo nuovi vincoli e nuove tasse a danno della sana economia produttiva, della piccola e media impresa, dell’agricoltura, della pesca, dell’artigianato, massacrando i lavoratori, le famiglie ed il ceto medio, oramai in pericolo di estinzione. Io dico viva l’Europa, ma quella dei popoli e delle nazioni libere e sovrane, delle identità e della cultura, degli uomini e del lavoro. Bisogna invece rivedere completamente la organizzazione politica ed istituzionale della Unione Europea, dando più potere politico al parlamento e meno a burocrati e banchieri che dovrebbero essere solo diligenti esecutori che lavorano per il bene comune. Tutti i trattati internazionali vanno rimessi in discussione rivisti e riscritti, nel solo superiore interesse dei popoli, nel nostro caso di quello italiano. L’unione non deve essere a discapito della sicurezza, del benessere e della identità dei singoli paesi appartenenti, ma a valorizzazione delle singole caratteristiche e qualità degli stessi, creando sinergie veramente naturali ed efficaci.

Scuola di Studi Giuridici Monetari Giacinto Auriti

Scuola Studi Giuridici Monetari Auriti

R. Il professor Auriti aveva intuito e analizzato molto bene, come, prima di lui, il poeta Ezra Pound, che il problema principale è sistemico e macroeconomico. In estrema sintesi: gli stati, a partire da quelli occidentali liberal-capitalisti, hanno appaltato la stampa della propria moneta a delle banche private che, nei decenni sono diventate così potenti da influenzare le elezioni, i governi e le politiche nazionali, a loro piacimento e convenienza, anche a discapito dei cittadini elettori (lavoratori, risparmiatori ed elettori). Noi viviamo in una pseudo democrazia, in una illusoria sovranità popolare, dove le elezioni decidono veramente poco perché tutti i parlamenti dipendono poi dal debito pubblico, gestito da queste congregazioni private di banchieri internazionali, che determinano tutte le scelte economiche, finanziarie e sociali dei diversi governi, di qualsiasi colore politico. Questa processo si chiama signoraggio monetario e, come l’usura bancaria (ovvero i folli tassi di interesse sul denaro prestato a stati, imprese e famiglie), le speculazioni finanziarie delle borse internazionali e la gestione (sempre privata) delle risorse energetiche (soprattutto del petrolio) sono in mano ad una ristretta cerchia internazionale (cento società e mille persone) che noi chiamiamo plutocrazia mondialista. Un potere che è sempre esistito ma che ora, in assenza di una vera politica autonoma ed autorevole, spadroneggia incontrastato, spostandosi da un paese all’altro, a creare caos e scompiglio, a rubare e depredare i popoli, come i predoni o le locuste…

5) D. Ad una riacquisita sovranità monetaria, non dovrebbe essere disgiunta anche la riacquisizione di una più vasta sovranità nazionale, specie in ambito internazionale? Ritiene sia opportuno per l’Italia smarcarsi dalla imposizione di scelte politiche comunitarie qualora non condivise? In particolare vorrei riferirmi alle sanzioni economiche che, con decisioni miopi e sbagliate, una certa Europa – succube degli USA – ha ritenuto dover applicare nei confronti della Russia di Putin, con gravissimi danni per la nostra economia.

R. Da tempo, ho approfondito e ripreso le tesi della Giovane Europa del grande politologo belga Jean Thiriart e sostengo la quarta teoria geopolitica del filosofo tradizionalista russo Alexander Dugin, ovvero la necessità di un mondo multipolare e, per l’Europa cristiana, di una stabile e strategica alleanza continentale euroasiatica con la Russia ortodossa di Vladimir Putin. L’Europa è, in maniera assolutamente evidente, succube delle politiche economica, estera e militare e della sub cultura, consumista e relativista, made in USA. Sono stati gli USA ad avere provocato le sedicenti primavere arabe ed a fomentare il terrorismo islamico, a creare i micro stati ottomani della Bosnia e del Kosovo, a scatenare la guerra civile in Ucraina ed ora a cercare di destabilizzare la Moldavia. Sono stati gli USA a provocare, ed oggi, a sostenere l’invasione dell’Europa da parte di centinaia di migliaia di immigrati africani e mussulmani. Gli USA pensano solo ai loro interessi e ci trattano come servi, impedendoci di avere una autonomia energetica, monetaria e militare. È così dai tempi di Mattei, Ustica e Sigonella… Priorità di un movimento patriottico, identitario e sovranista, come intende essere Fratelli d’Italia, è innanzitutto la politica estera, rimettendo in discussione tutti i trattati e le alleanze internazionali, e mettendo al centro i nostri legittimi interessi, che non coincidono con quelli degli USA.

Roberto Jonghi Lavarini

Roberto Jonghi Lavarini

6) D. A suo giudizio, esiste una sottile ma sostanziale differenza nell’auspicare che l’Italia (e l’Europa) dovrebbe essere fuori dalla Nato… oppure che la Nato dovrebbe essere fuori dall’ Italia (e dall’Europa)?

R. La NATO è sempre stata anche uno strumento di controllo e dominio americano sulla Europa occidentale, ma durante la guerra fredda, aveva un senso, rappresentava il male minore. Dopo la caduta del Muro di Berlino ed i crollo dei regimi comunisti dell’Est, la NATO, cosi come era ed è ancora strutturata, non ha più ragion d’essere, anzi, è diventata, chiaramente un esercito coloniale al servizio degli interessi USA. Questa alleanza non ha più senso, come non lo hanno le oltre cento basi militari straniere, americane e NATO, con tanto di testate nucleari, sul nostro suolo patrio. Ma nessuno, o quasi, ne parla: argomento assolutamente tabù, per la quasi totalità di politici e giornalisti, purtroppo anche a destra… L’Italia e l’Europa non saranno mai sovrane se occupate militarmente da migliaia di soldati d’oltre oceano.

7) D. Qual è una domanda che non le è stata rivolta e a cui avrebbe voluto rispondere?

R. Ma di cose da dire e di argomenti da affrontare ce ne sarebbero tantissimi. Certamente penso che una delle battaglia meta politiche e culturali fondamentali sia quella in difesa delle libertà di opinione, espressione, ricerca, manifestazione del pensiero. Viviamo in una subdola dittatura del pensiero unico, dove impera il buonismo arcobaleno mondialista. Non parlo solo del vetusto antifascismo ancora in costituzione, delle infami leggi Scelba e Mancino, o delle ridicole e penose censure proposte da Fiano e dalla Boldrini, che, comunque, andrebbero del tutto cancellate. Parlo del tragicomico lavaggio del cervello, definito politicamente corretto (con il retto, ovvero, fatto con il culo), che ci impedisce di dire liberamente le cose come stanno, come sono e come si chiamano nella loro natura ed evidenza: ma vi sembra normale che non si possa più parlare di razza, di negri o zingari, o che bisogna declinare ruoli e funzioni al femminile? La destra deve tornare ad essere radicale, ovvero tornare alle sue radici: chiara, coerente e coraggiosa.

Bene Roberto, qui termina questo nostro primo incontro rinviando alla prossima settimana un approfondimento su altri temi specifici ed importanti, tra cui la Famiglia, il lavoro e l’economia,  anche se in buona parte già qui affrontati.

Per ora “in bocca al Lupo” e a presto risentirci !

intervista a cura di
Giuliano MARCHETTI 


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