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“Hokusai sulle orme del maestro” finalmente a Roma

di , 12 ottobre 2017

 

Il 12 ottobre si è inaugurata a Roma, nel museo dell’Ara Pacis, la mostra dedicata al grande artista e maestro giapponese Hokusai, intitolata, appunto ”Hokusai sulle orme del maestro”.

L’artista deve la sua fama mondiale alla Grande Onda, la più nota della serie delle 36 vedute del monte Fuji e all’influenza che le sue opere ebbero sugli artisti francesi di fine Ottocento, protagonisti del movimento japanisme.

L’opera di Hokusai è vasta e versatile, ha avuto diffusione grazie ai suoi seguaci tra cui Eisen, apprezzato sia in patria, sia tra gli artisti europei dell’Ottocento.

I soggetti rappresentati sono di ogni tipo: paesaggio, natura, animali, fiori, ritratti vari, immagini di fantasmi, spiriti, esseri e animali leggendari. Egli sperimentava formati e tecniche varie: dai dipinti a inchiostro e colore su rotolo verticale e orizzontale, alle silografie policrome destinate al grande mercato, fino ai surimono utilizzati come biglietti augurali, calendari per eventi.

Sono presenti nelle sale espositive, tra dipinti su rotolo e silografie, 200 opere del maestro provenienti da grandi e importanti collezioni giapponesi; il percorso è suddiviso in 5 sezioni che esplorano gli ambiti in cui il maestro si è espresso, offrono immagini legate ai soggetti più alla moda e maggiormente richiesti dal mercato dell’epoca.

Nella I^ sezione: Mete da non perdere – sono presenti immagini di luoghi celebri che raggiunsero una tale popolarità da essere prodotte in serie e in più edizioni; tra i luoghi celebri, il monte Fuji è il più rappresentato, esso è non solo il luogo sacro e meta di pellegrinaggi ma anche simbolo dell’identità nazionale giapponese.

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Nella II^ sezione: Beltà alla moda – possono essere ammirati dipinti su carta e seta nel formato orizzontale e verticale da appendere, sono presenti le silografie policrome o con il solo colore blu, tra cui la figura della cortigiana copiata da Van Gogh; il mondo della seduzione aveva come protagoniste le cortigiane delle case da tè la cui bellezza era sottolineata dai tessuti e dai motivi dei kimono, dalle acconciature oltre che dalle movenze sensuali.

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Nella III^ sezione: Fortuna e buon augurio – sono esposti i surimono (cose stampate), si tratta di biglietti augurali, calendari, annunci, inviti a raduni di circoli artistici e letterari per incontri poetici; si possono ammirare i surimono di Hokusai di grande formato orizzontale e i surimono di Eisen, di piccolo formato quadrato, che rappresentano località e prodotti locali scelti per il valore simbolico e beneaugurante, legato a un preciso momento dell’anno.

Nella IV^ sezione: Catturare l’essenza della natura – sono esposte raffigurazioni di animali potenti, legati alla tradizione filosofica e religiosa e simboli beneaugurali come tigri, draghi, aquile. Del 1843 è l’aquila sul pino innevato e del 1846 è il drago; spesso il drago fa da contraltare alla tigre, simbolo di terra che solleva il vento con lo scalpitio e per questo viene rappresentata con il bambù, altro simbolo di resistenza e forza. Nella mostra sono messi a confronto due dipinti di Hokusai con lo stesso soggetto, tigre e bambù, del 1818 e del 1839.

Nella V^ sezione: Manga e manuali per imparare – sono esposti i famosi manuali stampati con il contorno nero e grigio; le pagine offrono un campionario di personaggi nelle diverse stagioni, in differenti situazioni atmosferiche con elementi come rocce, scogli, erbe, piante, fiori, alberi, uccelli e poi categorie umane, caratteri, fisionomie, classi sociali, mestieri, esseri soprannaturali come mostri e fantasmi. L’influenza che i manga ebbero sugli altri artisti è visibile nella caratterizzazione dei soggetti in alcune pagine del Libro illustrato che è in mostra.

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La mostra è stata promossa dall’Assessorato alla crescita culturale di Roma Capitale e organizzata da MondoMostre e Zetema Progetto Cultura; molto puntuale e dettagliata è stata la presentazione della dottoressa Rossella Menegazzo, curatrice della mostra.

 


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