Maccari-Cicero

La Democrazia: il Male assoluto?

di , 9 maggio 2018

Il GRANDE INGANNO della DEMOCRAZIA

Una arguta analisi “fuori dal Coro” a cura di NICOLA COSPITO

Non sono un simpatizzante del centrodestra. Tutt’altro. Ho antipatia per Berlusconi  che già tanti danni ha fatto al paese, non capisco l’esistenza di Fratelli d’Italia che ormai non è più né carne né pesce e che ha riciclato personaggi squalificati da tempo. Non capisco Salvini che, se avesse abbandonato Berlusconi avrebbe fatto la cosa giusta, ma nemmeno ho simpatia per Mattarella che, comunque, avendo firmato una legge elettorale improponibile, ha pesanti responsabilità nello stallo attuale.

Ricordate? Già prima del voto osservavamo, ma non solo noi, che dalle urne non sarebbe uscito alcun risultato decisivo per formare un governo e già avevamo anticipato l’impossibilità di produrre alleanze politiche. Da sempre, per quanto mi riguarda, ho criticato la democrazia rappresentativa sia nelle sue premesse ideologiche, cioè nei suoi principi fondamentali, sia nella sua espressione pratica. Pericle non l’ho mai sopportato e ricordo le parole di scherno di Socrate nei suoi confronti circa la corruzione dei funzionari pubblici. Da sempre ho osservato il democratico ricorso ad ogni genere di trucchi, sbarramenti, difficilissime raccolte di firme per la presentazione delle liste, premi di maggioranza ecc. per conservare in sella improbabili classi dirigenti frutto di una selezione al contrario. La democrazia rappresentativa sembra aver messo in campo di tutto per ingannare il popolo, il cosiddetto corpo elettorale condannato da sempre a fare solo da comparsa… e ciò nonostante ha dimostrato di non riuscire a funzionare, a gestire un governo della nazione in grado di legiferare in modo positivo.

Perché non sono Democratico

Per questo la credibilità della democrazia oggi è pari allo zero e la gente si è stancata di essere presa in giro. Guardate le percentuali dei votanti nelle recenti elezioni del Molise e del Friuli. Se dovessimo applicare alle tornate elettorali il principio che vale per i referendum e cioè che se non va a votare almeno il 50% degli aventi diritto, le elezioni non sono valide e nessun rappresentante viene eletto, ne vedremmo delle belle… Eppure una cosa la voglio dire. Faccio finta di scoprirmi, anzi di rinascere democratico, cosa che per fortuna è impossibile, faccio finta di fare il tifo per la democrazia rappresentativa e allora. Orbene, il famoso Rosatellum, la legge elettorale oggi vigente, prevede la necessità delle coalizioni, anzi le caldeggia, Di qui il 25% dei rappresentanti eletti nei collegi uninominali e plurinominali. E allora? Allora, visto che il centrodestra ha raggiunto il 37% dei consensi, il Presidente della Repubblica ha il dovere di assegnare l’incarico al leader della coalizione vincente, a prescindere dal fatto che questo abbia o meno una maggioranza precostituita. Sta al parlamento verificarlo. Questa è la sua prerogativa, la sua prerogativa specifica.

È in parlamento e non fuori del parlamento che si creano le maggioranze. Non spetta dunque a Mattarella decidere, ma al parlamento. E allora, allora amici cari, devo concludere che Mattarella nel suo agire extraparlamentare è mosso da una profonda antipatia per Salvini. E sappiamo anche perché. Sappiamo delle pressioni dei suoi consiglieri, ma anche dei nostri padroni dell’Unione Europea che temono una leadership italiana anti euro e anti unione europea. È bello però vedere come la democrazia in fin dei conti non creda essa stessa ai suoi principi, è bello vedere come la Costituzione sia disattesa proprio dai suoi strenui difensori, come si autoinganni fino all’estremo.

Nei fatti, i “fascistacci” come me si godono lo spettacolo e per quanto mi riguarda questo show mi offre spunti per un altro nuovo capitolo del mio libro “Perché non sono democratico” nell’aggiornamento che mi accingo a fare dato che la prima edizione è andata esaurita. E, in ultimo non mi resta che augurare buon divertimento a tutti. La democrazia è una commedia interminabile e i suoi pagliacci sanno sempre arricchirne il canovaccio.


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